presenta:

QUASAR

 

in

UN GIORNO NORMALE

di Fabio Furlanetto

 

Questo episodio si svolge durante Quasar #23 e dopo Vendicatori #11-12

 

New York City, un giorno di pioggia

 

“Mi chiamo Wendell Vaughn, ed una volta vivevo qui. Tecnicamente ci vivo ancora, ma ho vagato nello spazio per un bel po’ di tempo. Nel caso mi fossi dimenticato di dirlo mi chiamano anche Quasar, il Protettore dell’Universo. Sì, so quanto possa sembrare pretenzioso, ma è stato un essere di otto miliardi di anni a darmi questo titolo. Forse è ancora pretenzioso.

Ne ho passate parecchie ultimamente…è arrivato il momento di staccare la spina per un po’. Ho lasciato Epoch, la mia protetta cosmica nonché figlia dell’essere che mi ha nominato Protettore, a contemplare l’universo nella sua dimensione tascabile; Makkari si era offerto di venire con me, ma quando vuoi passare una giornata normale un Eterno quasi immortale e superveloce non è esattamente l’ideale.

Non è passato poi così tanto tempo dalla mia ultima visita alla Terra, ma mi sono accorto soltanto ora che hanno riparato il Four Freedoms Plaza. Una volta avevo una ditta di sistemi di sicurezza, là…quando avevo ancora il tempo per un’identità segreta. A dire il vero ho rivelato al mondo la mia identità poco prima che fossi esiliato nello spazio, ma in fondo non l’ho mai tenuta segreta più di tanto.

Mi sono ricordato soltanto adesso di non avere dei vestiti normali con me…non posso girare New York vestito da Quasar. Non è che abbia indossato lo stesso costume per anni…me ne porto dietro una buona dozzina, dentro le Bande Quantiche… i due bracciali che porto ai polsi che mi permettono di viaggiare nello spazio ed altre cose molto utili quando combatti delle astronavi. Non mi va di andare fino a casa mia in Wisconsin per prendere qualche straccio…ci metterei una vita, visto che non posso andare alla massima velocità nell’atmosfera terrestre. Meglio fare un’eccezione alla “giornata normale” e passare alla Base dei Vendicatori…”

 

Quasar atterrò davanti alla porta d’entrata della Base dei Vendicatori, dove mostrò la tessera di riconoscimento ad un sensore.

-Quasar, Vendicatore di riserva. Tessera di riconoscimento numero 571 600 2. Può entrare.

Bastarono pochi passi per incontrare Jarvis, il fido maggiordomo dei Vendicatori.

-Padron Quasar…bentornato.

-Grazie, Jarvis. Come vanno le cose sulla Terra ?

-Movimentate come al solito, se mi è concesso dirlo. Se desidera incontrare gli altri membri del gruppo, sono nella stanza del combattimento simulato.

-Passerò a salutarli…Nel frattempo mi servirebbe un favore, Jarvis. Per caso ho lasciato qui qualche vestito da civile, le ultime volte che sono passato ?

-Controllerò subito, padron Quasar…capita spesso che dei Vendicatori durante i loro alloggi temporanei lascino qui qualcosa… specialmente i membri che viaggiano spesso come lei. Ritengo sia mio compito far sì che ognuno di loro li ritrovi quando è necessario.

-Non so come farebbero i Vendicatori senza di te, Jarvis. Dovrebbero nominarti membro onorario.

-Perché ne parla in terza persona, padron Quasar ? Anche lei è uno dei Vendicatori.

-Uhm, già. Penso che andrò a salutare gli altri…

 

“Già, uno dei Vendicatori. Era il mio sogno, ma mi sono dovuto dimettere per poter essere un Protettore migliore…mi mancano i tempi dei Vendicatori. Forse non ho fatto una gran figura, lasciando che Hydro-Base affondasse e per tutta quella storia della guerra Kree-Shi’ar…ma mi divertivo parecchio”

-E’ permesso ?

-Quasar…non mi aspettavo di rivederti così presto, dopo la battaglia nello spazio…[1]

-Ho pensato di fare un salto, Scarlet.

-Chiamami Wanda. Non ci sono problemi cosmici, mi auguro…dopo la Guerra dei Mondi…

-La cosa ?

-L’invasione dei marziani. I media la chiamano così.

-Ah. Temo di non aver avuto abbastanza tempo per seguire le ultime notizie.

-Anche io vorrei non dover trattare con la stampa…Stiamo per iniziare una sessione d’allenamento; Wasp è impegnata oggi, quindi tocca a me fare da padrona di casa. Vuoi unirti a noi ?

-Perché no ? Sono secoli che non faccio una sessione d’allenamento… anche se mi sono tenuto impegnato…ho bisogno di lavorare un po’ sulle dinamiche di gruppo. Sono talmente abituato a lavorare da solo che non so se sarò all’altezza del compito che mi sono preso [2]

-Cap avrebbe avuto qualche frase d’incoraggiamento Quasar…so che non è la stessa cosa detta da me, ma sono sicura che il tuo gruppo andrà benissimo.

-Già…Cap sapeva sempre cosa dire. Non riesco a credere che sia morto… [4]

-Chissà, forse avremo una delle solite sorprese.

-Me lo auguro.

-Vogliamo iniziare ?

 

Palazzo dei Vendicatori. Stanza del combattimento simulato

 

-Via ! – la voce femminile calma e risoluta una voce proveniva da un vetro quasi infrangibile.

Nella stanza la ascoltarono sei persone, raggruppate in due gruppi da tre. Da una parte Occhio di Falco, al comando dei più recenti acquisti del gruppo, Songbird ed il Fante di Cuori. Dall’altra, Iron Man con Wonder Man e Quasar.

Prima che gli altri potessero anche solo vedere che l’aveva in mano, Occhio di Falco scoccò una freccia ad impulso elettromagnetico ordinando:

-Accerchiateli !

-Resti sul classico Clint ? Va bene…fatemi strada ! – rispose prontamente Iron Man mentre deviava la freccia con un campo di forza a basso potenziale.

Songbird creò un ariete di suono solido e lo scaglia contro Wonder Man, che sbatté contro il muro…che resistette a malapena. Il Fante di Cuori rilasciò dalle mani due colpi di energia, bloccati da due scudi quantici.

 

Per dare il tempo ai suoi di posizionarsi, Occhio di Falco tentò di usare altre freccie contro Testa di Ferro, e dopo il fallimento fu prontamente soccorso da Songbird che intrappolò il nemico in una bolla di suono solido. Un potente pugno di Wonder Man fece tremare il pavimento (che avrebbe resistito a molto peggio in condizioni normali, ma il programma era settato su “ambiente casuale”). Mentre stava ancora cadendo, Occhio di Falco scoccò una freccia-shock, che avrebbe raggiunto il bersaglio se non fosse stata bloccata a mezz’aria da una mano di energia quantica materializzatasi all’improvviso e scomparsa altrettanto velocemente.

Iron Man puntò i raggi repulsori su Occhio di Falco, bloccandoli un secondo prima che sparino.

-Uno a zero per la mia squadra, Clint.

I suoi radar interni segnalarono un colpo energetico alle sue spalle; si spostò di conseguenza, ma fu messo a terra da una dozzina di sfere di suono solido.

-Mai sottovalutare i pivelli, vecchio mio. Uno pari…vediamo come se la cavano gli altri senza guida !

Il Fante di Cuori si accanì contro Wonder Man, che volando a zig-zag fu in grado di evitare gran parte dei suoi colpi…tranne l’ultimo, che lo rispedì ancora una volta contro un muro…di suono solido, questa volta.

 

Il Fante di Cuori sparò un colpo alla massima potenza contro Quasar, sperando di distruggere i suoi scudi; mossa sbagliata, perché Quasar cambiò forma al costrutto trasformandolo in un tubo che riportano l’energia contro il mittente, mettendolo KO.

Sperando di coglierlo impreparato, Songbird intrappolò Quasar in una bolla di suono solido, ma questi rispose creandone una di energia ed espandendola fino a distruggere la prima bolla; in una strana inversione di ruoli, stavolta fu lui imprigionare Songbird in una bolla.

Prima che lei avesse il tempo di fare qualcosa, creò una piccola maschera che le bloccò la bocca, e dopo uno strano marchingegno attaccato alla bolla. Le ali di suono di Songbird sparirono e Scarlet, dalla sala di controllo, si decise ad interrompere lo scontro.

Iron Man si rialzò stringendo la mano ad Occhio di Falco:

-Ottimo lavoro, Clint. Ora se non vi dispiace, ho delle faccende piuttosto urgenti da sbrigare…

-Sempre lavoro, eh ? Dovresti chiedere a Stark un po’ di vacanza – gli rispose sorridendo l’arciere.

-Siete stati tutti molto bravi…soprattutto Quasar, considerando quanto tempo è passato dalla tua ultima sessione. Potete andare…tranne tu, Songbird. Devo parlarti – disse allontanandosi.

-Arrivo subito. Quasar…come hai fatto ?

-A fare cosa ?

-Ad impedirmi di usare i miei poteri.

-Ho estratto tutta l’aria dalla mia bolla, impedendo al suono di propagarsi. Con una maschera per non soffocarti, naturalmente.

-Ma io posso creare oggetti di suono solido anche a distanza…

-Vero, ma il suono deve trasferirsi da te all’oggetto. E non può farlo nel vuoto.

-Eppure ho usato i miei poteri nello spazio, con i Contraxiani

-Davvero ? Non ci ho fatto molto caso. Ti conviene non farci molto affidamento, credimi…

 

Uscendo dalla stanza, Quasar incrociò lo sguardo di Abe Jenkins, alias MACH-1…che non era per niente amichevole. Ma non era il tipo da dare importanza a queste cose, e passò oltre.

“Strano. Ho tenuto testa a tre dei più grandi supereroi del Paese, dopo mesi senza allenamento…e non mi ha fatto sentire meglio. Quando incontro gli altri Vendicatori mi sembra sempre di aver mancato un’occasione”.

 

Fuori dalla Sala Riunioni. Songbird uscì piuttosto arrabbiata, notando a malapena Abe.

-Melissa…ehi, Melissa ! Fermati un attimo…che è successo là dentro ?

-La solita ramanzina di Wanda sugli allenamenti…niente di nuovo.

-Allora che hai ?

-E’ quel tizio…Quasar. Mi sto allenando come una pazza per essere all’altezza del gruppo, ogni giorno…lui arriva dopo mesi dall’ultimo allenamento e fa anche il saputello !

-A proposito, chi è questo Quasar ? Non sono un esperto di super-eroi quanto Hallie, ma non me lo ricordo proprio…

-Non è molto famoso…ci ho combattuto contro anni fa. Sai quando a qualcuno venne in mente di scambiarci gli avversari ?

-Non me ne parlare…chissà che ci passava per la testa.

 

“Chissà che mi passava per la testa” pensò Quasar, rivedendo il paio d’occhiali finti che usava nella sua identità segreta.

“Insomma, chi crederebbe mai che basta tirarsi all’indietro i capelli e mettere un paio d’occhiali per non farsi riconoscere ?”

Indossò un paio di jeans, delle scarpe da ginnastica ed un maglione nero che aveva lasciato alla Base tempo prima. Le Bande Quantiche si sarebbero viste da sotto le maniche, quindi decise di arrotolarle all’altezza del gomito e, con un po’ di concentrazione, rese invisibili le Bande distorcendo le onde luminose attorno ad esse. Non lo faceva da parecchio tempo.

“Le ho indossate così a lungo che quasi mi dimentico di averle. In tutti questi anni le ho tolte solo un paio di volte…la prima volta Maelstrom mi ha tagliato a metà le braccia per toglierle…hhmmm…meglio fermarsi a questo ricordo”.

 

“Che razza di giornata. Mi sono dovuto far prestare un ombrello da Jarvis. Incredibile. Ma non potevo certo pretendere di girare inosservato andandomene in giro con un ombrello di energia quantica !

Poi mi sono perso. Ero abituato ad orientarmi in città guardandola dall’alto, oramai…Da non crederci, posso arrivare su Rigel in dieci minuti e devo chiedere informazioni per girare NY !

Per non parlare dell’autista del taxi…ho idea che mi abbia fregato, a meno che i taxi non abbiano aumentato così tanto i prezzi. Del resto non prendo un taxi da…da…non ricordo neanche io da quando. Non che ne sentissi la mancanza…volare è parecchio utile quando vuoi andare da qualche parte. Sono passato da un cinema e non conoscevo la metà degli attori “famosi”. E sono passato per due strade che erano dei vicoli ciechi. In un’altra c’era un cantiere per riparare i danni fatti dai marziani. Quanto può cambiare una città in pochi mesi ? O forse sono io ad essere cambiato ?

Quando ero nello spazio avevo nostalgia della Terra, ora che sono sulla Terra mi manca lo spazio…quando faccio il Protettore mi mancano i Vendicatori, quando incontro i Vendicatori non vedo l’ora di andarmene…

Ammettilo Wendell, sei diventato antisociale. Hai passato così tanto tempo da solo a parlare con un’aliena onnisciente che ti senti un estraneo anche a casa tua…anzi non ce l’hai nemmeno, una casa !”

 

Deciso a tornare alla Base cercò un vicolo isolato e vi entrò. Si trovò davanti un coltello.

-Avanti amico, fuori i soldi e niente scherzi.

-Senti, ho avuto una pessima giornata. Non ti conviene.

-Ah sì ? E che fai, chiami aiuto ?

-Come, non mi hai riconosciuto ? Guarda qua… - alzò le braccia e rese di nuovo visibili le Bande.

-Che sono quegli affari ? Come hai fatto a…chi sei ?

-Chi sono ? – sul maglione nero apparve un teschio giallo e nelle sue mani apparvero due fucili – sono il Punitore !

-Oddioddioddiononmiuccideretiprego! – il rapinatore lasciò cadere a terra il coltello, e dai fucili uscirono due ragnatele simili a quelle dell’Uomo Ragno…di energia quantica…che lo avvolsero in un bozzolo.

-Dio, amo questo lavoro.

Creò una morsa attorno al pugnale e strinse fino a quando non fu in mille pezzi, dopodiché lasciò scomparire teschio e fucili.

Prese il volo ed una volta orientatosi volò direttamente alla centrale di polizia, dove lasciò il rapinatore a due agenti perplessi… erano ormai abituati alle consegne di criminali da parte di super-eroi, ma raramente erano senza costume. Alla fine si convinsero che fosse stato Nova. Solo a New York.

 

-Mi spiace non aver potuto salutare meglio Quasar – disse il Fante di Cuori, di turno ai monitor.

-Lo conosci bene ? – chiese Songbird.

-Più o meno. Abbiamo combattutto qualche volta, quando ero stato ingannato dalla Presenza o ero sotto il controllo di Dragoluna…anche insieme, ogni tanto.

-Ma possibile che tutti gli eroi si conoscano combattendo !?

-Anche i Vendicatori sono nati da uno scontro di eroi, dopotutto.

-Eheh…tra i super-criminali ci si conosceva soprattutto perché si era combattuto lo stesso eroe…non è poi così diverso, in fondo.

-Sai…mi sono sempre chiesto…

La frase fu interrotta da un segnale di emergenza.

-Allarme automatico inserito; richiamo a distanza attivato – disse una voce meccanica.

-Da dove proviene ? – chiese il Fante.

-Dal Progetto Pegaso, pare. E’ scattato un allarme di sicurezza di primo livello…quando accade ne siamo subito informati.

-Hai studiato per bene le procedure, eh ? Nessuno degli altri membri attivi è disponibile. Dovremo andare noi…

-No, aspetta…qualcuno deve restare ai monitor, lo sai. Andrò io.

-Non puoi andare da sola, Songbird…siamo una squadra, ricordi ?

-Hai ragione…andiamo, allora !

Un altro allarme automatico li interruppe.

-Che c’è adesso !?

-Uh-oh…un allarme dal Wakanda. Sembra che un satellite geostazionario stia per cadere…

-Prova ad avvertire i Fantastici Quattro.

-Niente da fare, hanno chiamato prima loro di noi e non sono sul pianeta. Andrò io…non avrò problemi ad intercettarlo, se mi sbrigo. Pensi di farcela, Songbird ?

-Scherzi ? Cosa può esserci al Progetto Pegaso che può darmi noie ? – sorrise sprezzante…più che altro per nascondere il suo nervosismo.

 

“Beh, vediamo di non sprecare del tutto la giornata” pensò Quasar mentre faceva apparire il suo costume “Per prima cosa aggiornerò i file dei Vendicatori, prima di dimenticarmene. Poi…”

I suoi pensieri furono interrotti da un segnale ricevuto dalle Bande Quantiche.

-Non posso crederci…questo è il vecchio segnale d’allarme del Progetto Pegaso ! Accidenti, non si attiva da quando mi sono dimesso da capo della sicurezza, anni fa…ero sicuro di aver tolto la frequenza dalla memoria. Tanto vale controllare…

 

Ci vollero quasi venti minuti per raggiungere il “Potential Energy Group, Alternative Sources, United States”, comunemente noto come Progetto Pegaso. Da quando l’aveva visitato per l’ultima volta era parecchio cambiato.

-Dall’esterno non noto niente di anormale, a parte il fatto che non rispondono alle mie chiamate. Dovrò…

-Quasar ! Cosa ci fai qui ? – gli chiese Songbird, che stava volando nella sua direzione.

-Ho ricevuto un messaggio d’allarme tramite le Bande Quantiche…è arrivato anche ai Vendicatori, suppongo. Vogliamo entrare ?

-Posso cavarmela benissimo da sola. Perché non vai a dare una mano al Fante di Cuori a sistemare quel satellite wakandiano ?

-Ci metterei troppo tempo ad arrivare là. Sono sicuro che il Fante se la caverà da solo…è in gamba.

-Allora entriamo… - i due atterrarono delicatamente davanti all’entrata, anche se Songbird si fidava poco. Sapeva che Quasar poteva viaggiare nello spazio, che difficoltà poteva avere a raggiungere il Fante in pochi secondi ? A meno che non si fidasse di lei…

-Niente da fare, è chiuso. Non riconosce né la tessera dei Vendicatori né i miei vecchi codici.

-Il che vuol dire che dobbiamo entrare con la forza.

Il portone d’entrata fu abbattuto da due arieti, uno giallo ed uno rosa…il primo era schematico, l’altro molto rifinito. Percorsero alcuni metri di corridoio, notando che tutte le persone erano svenute.

-Qualche idea su cosa possa essere stato ? Che ci tengono qui ?

-Parecchie cose pericolose, nelle mani sbagliate. Posso darti un suggerimento sulle tue costruzioni di suono solido, Songbird ?

Lei non rispose, fingendo di non aver sentito. Ma Quasar lo prese come un tacito consenso.

-Le costruzioni dettagliate fanno molta più scena di quelle essenziali, ma sono uno spreco di tempo e fatica. Tanto spesso bisogna farle scomparire dopo pochi secondi.

-Questo posto è molto grande…suggerisco di dividerci e di controllarlo.

-Ne sei sicura ?

-E’ una procedura standard dei Vendicatori.

-Ah…okay.

 

“Chi si crede di essere per darmi dei consigli su come usare i miei poteri ?” rifletté Songbird mentre continuava ad esplorare “Voglio dire, non è mica Iron Man o Capitan America…è una riserva. So badare a me stessa…”

Entrò in uno dei numerosissimi laboratori, la cui porta era aperta. Non ci volle molto a capire.

-Quasar, credo di aver trovato qualcosa – disse al comunicatore che portava sul polso, vicino ai generatori sonori – Sembra che qui sia scoppiato qualcosa…ed i ricercatori sembrano essere stati colpiti, invece che essere solo svenuti.

-Riesci a vedere che cosa stavano facendo, in quel laboratorio ?

-Secondo i registri ci tenevano del Vibranio, ma non so che esperimenti facessero. Qui non ce n’è traccia.

-Sarà meglio che venga…il vibranio è pericoloso per i tuoi poteri.

-Non è necessario, davvero.

-Riconosco alcuni di questi tecnici – la voce di Quasar non proveniva più dal comunicatore, ma dall’entrata del laboratorio… aveva fatto presto – Lavorano qui da anni. Sembra che non sia niente di grave…ma qualunque cosa abbia fatto svenire gli altri, li tiene ancora in questo stato.

-Come fai a conoscerli ?

-Lavoravo qui tempo fa, come capo della sicurezza. Me ne sono andato dopo il caso della Corona del Serpente.

-Le banche dati sono andate distrutte…non c’è modo di risalire a cosa stessero facendo.

-Le Bande Quantiche non riescono a leggerle. Se non hanno cambiato le cose, c’è una banca dati centrale al centro della struttura. Registra tutti i dati degli esperimenti mentre sono in corso, indipendentemente dai mezzi locali. Dovremmo raggiungerla senza problemi…sperando che non l’abbiano spostata. Seguimi.

Quasar levitò all’uscita, mentre Songbird non si muoveva.

-Qualche problema ?
-Non…non riesco ad usare i miei poteri !

-Qualche guasto ai tuoi sistemi cibernetici ?

-Credo di no…qualcosa blocca la creazione di suono solido.

-Potrebbe essere colpa dell’esperimento come di un nemico…e non ci vuole molto a capire di chi si tratti.

-Stai pensando a Klaw, il Signore del Suono ?

-E’ verosimile, direi. Sarà meglio che tu esca, ci penso io a…

-No ! Non voglio essere trattata da civile, Quasar. Poteri sonici o meno, sono un Vendicatore. E so cavarmela anche senza.

-In situazioni normali, forse. Ma Klaw non è un nemico da sottovalutare.

-E se mi rapisse una volta fuori ? Non voglio fare la damigella in pericolo…troviamo questa banca dati, forza.

 

I minuti passarono senza che i due si dicessero una parola. Songbird era arrabbiata con se stessa…non voleva passare per una novellina. Era nuova nel giro dei super-eroi, forse, ma non per questo intendeva farsi prendere in giro.

Quasar tentò di rompere il ghiaccio, con risultati discutibili.

-Ehm…tu eri Mimi Spaventia una volta, giusto ?

-Sì.

-Ricordo che ci siamo scontrati, una volta. Eri insieme a quel tizio…come si chiamava…

-Angar.

-Sì giusto, Angar. Che fine ha fatto ?

-E’ morto. Gli hanno sparato.

-Oh. Mi dispiace.

-Ma se neanche lo conoscevi !

-Si può sapere che ti ho fatto, Songbird ? C’è qualcosa che non va ?

-Oltre al fatto che sono senza poteri contro un nemico che non conosco e che non si fa vedere, e che sono in compagnia di… oh, lascia perdere.

-Finisci la frase. In compagnia di cosa ?

-Insomma…non ti fai vedere sulla Terra per dei mesi, poi torni e pretendi di essere chissà chi solo perché sei stato per un po’ nel gruppo !

-Per tua informazione, ragazza, non sono stato a divertirmi ! Ho un intero universo di cui occuparmi, dannazione !

-E allora occupatene e piantala di darti delle arie !

-Quando mai mi sono dato delle arie !?

-Oh, per favore…”ho intercettato questo, ho fatto quell’altro, i costrutti solidi si fanno così…”

-E tu piantala di essere così acida ! Non mi sto divertendo a controllare questo posto !

-Razza di pallone gonfiato…

-Strega ipocrita…

I due si guardarono in cagnesco per pochi secondi, prima di scoppiare a ridere.

-Oddio…siamo davveri ridicoli, eh ?

-Non posso credere…di stare a ridere come un’isterica…quando sto rischiando la vita…

-Non riesco…eheheh…non riesco a smettere…c’è qualcosa…ahahah…qualcosa non va…

Il pavimento iniziò a tremare, mentre il punto d’origine delle scosse avanzava ad ondate. Da un angolo del corridoio apparvero decine e decine di animali imbizzarriti, una carica letale. Di suono solido.

 

Songbird fu sollevata bruscamente da una sedia di energia quantica sopra la mandria, che si abbatteva contro un muro della stessa energia solida.

-Okay Klaw, hai fatto abbastanza il misterioso ! Fatti vedere !

-Continua ad urlare…mi darai più forza.

Ulysses Klaw, il Signore del Suono (a sua volta composto interamente di suono solido) fece scomparire gli animali, che rientrarono sotto forma di onde nell’apparecchio che sostituiva la sua mano destra. Songbird si ritrovò imbavagliata dal suono solido, e dalla sua corazza fuoriuscirono decine di coltelli sonori diretti contro Quasar, che li bloccò con altri scudi.

-Lasciala stare, Klaw !

-Mi ricordo di te…abbiamo combattuto un paio di volte, mi sembra. [5]

-Che ci fai qui ?

-Ero imprigionato, dopo un mio sfortunato scontro con Vibraxas.

-Chi !? [6]

-Lascia perdere. Voglio che tu te ne vada, o ucciderò la ragazza – il bavaglio divenne una maschera opprimente che tolse il respiro a Songbird, che cercava di liberarsi. Quasar la fece scendere e tentò di tagliare il suono con un raggio laser proveniente dalle Bande. Niente da fare.

-Hai bisogno di questi mezzucci, per battermi ?

-Non ho più bisogno di niente…sono molto più potente di prima, ora !

-Voi criminali lo dite sempre.

-Questa volta è vero. Chi credi che abbia generato la potentissima onda sonora che ha paralizzato tutti gli umani di questa struttura ? Chi ha sabotato i poteri di questa ladra di tecnologia ? Chi vi ha confuso con suoni che influenzano il cervello ?

-Ora capisco perché sei il Signore del Suono…parli in continuazione.

-Tu…ridi di me !? Allora…muori !

Klaw puntò verso Quasar il suo artiglio sonico, pronto a sparare. Quasar si protesse con uno scudo…aveva già battuto Klaw, e sapeva di essere all’altezza dei suoi colpi. Fu quindi molto sorpreso quando un colpo centinaia di volte più potente del previsto lo scaraventò fuori dal Progetto Pegaso, facendogli attraversare muri e corridoi.

 

Songbird respirò a pieni polmoni, quando Klaw fece sparire la maschera.

-Credevo avessi più spina dorsale, Klaw…volevi soffocarmi perché sai che posso batterti ?

-Lurida sgualdrina…la tecnologia che ti dona i poteri è mia ! E tu hai osato non solo usarla contro di me, ma anche al servizio del maledetti Vendicatori !

-Siamo agli insulti, adesso ? Hai proprio toccato il fondo.

La colpì con l’artiglio, facendole un grosso livido sulla guancia.

-Sei solo un’umana, adesso…mentre io sono il padrone assoluto del suono ! Come credi di potermi contrastare ?

Songbird rispose con un pugno di suono solido che fuoriuscì direttamente dalla sua corazza sonica. Klaw non ne fu ferito, ma indietreggiò.

-Come…

-Ho amici molto in gamba con la tecnologia, Klaw. In grado di modificare la corazza perché possa funzionare con modulazioni variabili…ad una velocità che ti impedisce di distruggere le mie costruzioni !

Creò due mura ai fianchi di Klaw e li sbatté uno contro l’altro mentre lui era in mezzo. Ma lo oltrepassarono come se non fosse lì.

-Come…

-Ve l’ho detto…sono molto più potente ora ! Sono il dio del suono !

-Allora dovresti stare in cielo – disse una voce maschile, mentre una morsa di forza quantica afferrava Klaw per le spalle e lo spediva verso l’alto, rompendo il soffitto e facendolo salire ancora.

-Quasar !

-Tutto a posto, Songbird ? E’ un bel livido…

-Ero con le Lottatrici, ero abituata a molto peggio. Quel volo non fermerà Klaw

-Vero, ma noi due siamo molto più abituati di lui ai combattimenti aerei.

 

Durante il volo verticale…

-A che altezza l’hai spedito ?

-Ho reso il costrutto quasi senza peso…potrebbe salire fin oltre l’atmosfera, ma dubito saremo così fortunati.

-Essendo così leggero potrà romperlo. Può volare ?

-Beh, avete la stessa tecnologia di base, e se tu ci riesci può farlo anche lui…ma non è il suo stile di combattimento. Propongo di prenderlo di sorpresa.

-D’accordo…non penso resisterà facilmente a tutti e due.

-Non sottovalutarlo. Come essere sonico, Klaw non prova dolore e può riparare i danni quasi istantaneamente. Colpirlo con un guantone da boxe gigante non è la soluzione.

-Allora come lo battiamo ?

-Improvvisando. Qualunque cosa si sia fatto per aumentare il suo potere, lo ha reso più instabile di prima.

-E’ davvero così potente come dice ? Io l’ho combattuto solo un paio di volte, e non mi sembra…

-Ho sempre pensato che Klaw non usasse tutto il suo potere, e lo credo ancora. Forse è solo convinto del suo nuovo potere.

-Eccolo ! Ci sta aspettando.

 

Uno sciame di api soniche li colse impreparati, ma bastarono un paio di reti di suono solido per bloccarle. Quasar tagliò il braccio destro di Klaw con una spada, ma dall’artiglio uscirono centinaia di pugnali solidi. Mentre li bloccava, Klaw si riattaccava il braccio. Songbird dovette schivare uno pterodattilo sonico, mentre Quasar si ritrovò nell’equivalente sonoro di un blocco di ghiaccio.

Sfortunatamente, il suono è un’energia meccanica su cui le Bande Quantiche non hanno nessun controllo. Ed è difficile concentrarsi per creare un rompighiaccio mentre non puoi respirare.

-Bah ! Sapevo che non eravate alla mia altezza !

“Altezza…ma certo ! Posso generare delle contro-onde con caratteristiche opposte alle sue creazioni, e farle scomparire !”

Fu complicato, data la grande complessità dei suoni solidi. Lo pterodattilo cercava di attaccarla, e lei trasformò le proprie ali in una bolla che la proteggesse. Il ghiaccio sonoro scomparve, e Quasar fece rapidamente a pezzi lo pterodattilo.

Prima che Klaw avesse il tempo di pensare alla prossima creazione, centinaia di punte di suoni solido e di energia quantica gli si conficcarono nella testa. Quasar lo afferrò per l’artiglio e scomparve a tutta velocità.

Dopo qualche secondo si udì un fortissimo BOOM , poco prima che Quasar tornasse indietro con una bolla energetica in mano. Conteneva l’artiglio sonico di Klaw.

 

-Dov’è finito ?

-Qui dentro. Ho superato la velocità del suono, staccando l’artiglio dal suo corpo. A quella velocità non poteva fare niente, così ho creato questa bolla e l’ho messo sottovuoto…è innocuo, ora.

-Non l’avevo notato durante gli scontri, ma l’artiglio non era diverso prima ?

-Hai ragione…lo ha collegato a degli strumenti. Meglio riportarlo al Progetto Pegaso…saranno rinvenuti, ormai.

-D’accordo. Vorrei farti una domanda, Quasar. Prima ho cercato di bloccare lo pterodattilo con oggetti di qualunque tipo, ma li ha distrutti tutti quanti. Come mai non è riuscito a distruggere anche la bolla ?

-Alcune forme geometriche sono più resistenti di altre, per la loro stessa natura. Premendo la bolla la forza si esercitava anche sui lati, e ci voleva uno sforzo maggiore per romperla.

-Non ci avevo mai pensato, Quasar.

-Chiamami Wendell.

 

Poco dopo, al Progetto Pegaso, uno scienziato ancora scosso dai suoni di Klaw spiegò l’accaduto.

-Facevamo esperimenti col vibranio, sì. Abbiamo ipotizzato che possa essere in grado non solo di assorbire l’energia meccanica dei suoni, ma che ne possa anche produrre. Sfortunatamente, l’energia è entrata in sincronia con quella del corpo di Klaw, facendo esplodere il vibranio…compreso quello contenuto nella sua cella.

-Dopodiché lui ha studiato il vostro procedimento ed ha collegato gli strumenti all’artiglio sonico.

-Ma era veramente più potente ?

-Potenzialmente sì. Ha assorbito una quantità enorme di energia sonica, ma l’artiglio non era in grado di gestirla con efficienza superiore al normale.

-E dove ha preso tutta quella energia ?

-Da un satellite geostazionario sopra il Wakanda. Anche loro facevano esperimenti sul vibranio, suppongo.

-Mi perdoni, ma il Wakanda è all’altro capo del pianeta. Come ha fatto ad assorbire energia sonora a quella distanza ?

-Ed il satellite era nello spazio ! Come ha fatto il suono a…

-Sono tutte ottime domande, signori…ma temo che sul suono ci siano molti interrogativi che non ci eravamo mai posti.

 

Più tardi, Quasar si avviava all’uscita della Base dei Vendicatori, in costume. Aveva appena finito di aggiornare i file dei Vendicatori con le sue recenti avventure. Sulla soglia c’erano Jarvis e Songbird.

-Padron Quasar, spero di rivederla presto.

-Farò il possibile Jarvis, davvero. Mi sono divertito.

-Arrivederci, Wendell.

-Buona fortuna, Songbird.

-Melissa.

-D’accordo. Alla prossima, Melissa.

Quasar volò verso l’alto, dispiaciuto perché doveva andarsene, ma in qualche modo contento di tornare alle proprie vicende cosmiche, che ormai erano la sua nuova routine. E pensare che credeva che essere un super-eroe sulla Terra fosse più semplice.

 

-Allora ? – chiese Abe Jenkins, a braccia incrociate.

-Allora cosa ?

-Si può sapere che è successo ? Il Fante mi ha detto che sei andata al Progetto Pegaso…e quel livido…

-Niente di grave…guarirà presto. Ho solo fatto un po’ di pratica con le creazioni solide, in fin dei conti.

-Perché ho la sensazione che non me la racconti giusta, Melissa ? Tu non detestavi quel tizio ?

-A dire la verità…è simpatico.

 

New York, la sera. Quasar si concesse un’ultima occhiata a quella città così speciale. Ci sarebbe tornato presto, lo sapeva… in qualche modo non riusciva a starci lontano. Anche perché quella città era una calamita per i guai super-umani.

“Guarda un po’…quello è Quasar” pensò lo stupefacente Uomo Ragno, mentre Quasar gli volava ad una quindicina di metri di distanza “ Scommetto che quello è un tipo che ha ben pochi problemi”.

Il Protettore dell’Universo lasciò il suo pianeta natale, osservato con curiosità da un uomo in elegante giacca nera, in un anonimo attico in un anonimo grattacielo di New York.  [3]

Poco oltre l’atmosfera, aprì un passaggio per la Zona Quantica e vi entrò, salutando la Terra con un bagliore giallo luminoso.

 

FINE

 

 

Note

Quasar non è esattamente uno dei Vendicatori più famosi, e la sua militanza nel gruppo ha avuto pochi momenti memorabili. Allora perché questo episodio ? Perché Quasar è uno dei pochi eroi ad avere un punto di vista umano, ed è questa la sua peculiarità. Mentre altri eroi hanno un passato…anomalo (leggende viventi, dei norvegesi, spie russe, inventori multimiliardari) …Quasar è un tizio normale. Anche se le ambientazioni della sua serie hanno spesso poco a che fare con la nostra realtà, Quasar è quasi più simile all’Uomo Ragno che ai grandi super-eroi: una persona più o meno comune, a cui le cose non vanno mai particolarmente bene, che riceve un grande potere e si comporta di conseguenza; i due condividono persino anche la tendenza all’autocommiserazione e al farsi più problemi del necessario. E, quando gli riesce, a divertirsi col proprio dovere.

 

 

[1] Vendicatori (Marvel IT) #10-11

 

[2] Vedi Quasar (Marvel IT) #23 e seguenti

 

[3] Vedi la serie Marvel IT di Capitan America per maggiori dettagli

 

[4] In almeno tre occasioni diverse, nella serie dei Thunderbolts.

 

[5] Un membro di Fantastic Force. La battaglia è avvenuta in un retroscena non ancora mostrato di Fantastic Force #1(Marvel IT)

 

[6] I lettori di Capitan Marvel (Marvel IT) capiranno il riferimento…